In Occasione della visita al Papa, di giorno 24 Novembre, la Comunità del Seminario ha fatto dono a Sua Santità di un opera realizzata da un nostro seminarista, che porta alcuni caratteri della nostra Chiesa Agrigentina.

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DESCRIZIONE DEL DONO OFFERTO DALLA COMUNITÀ

La presente opera, realizzata artigianalmente dal seminarista Stefano Principato, è composta da due segni che esprimono simbolicamente l'identità della Comunità del Seminario diocesano e di ciascun suo membro: un ramo di mandorlo a forma di croce, con i suoi frutti, e una pietra di calcarenite estratta dalle fondamenta della Cattedrale di S. Gerlando.
Il mandorlo, emblema della città di Agrigento (celebre la sagra del mandorlo in fiore), nella Bibbia è simbolo di speranza, di vigilanza, di fedeltà e di vita nuova. Lo troviamo nella storia di Giacobbe, il quale, fuggito dalla casa paterna, arriva in una città spopolata chiamata Luz (termine che in ebraico ha il significato di "mandorlo"). Mentre dorme, sogna che quel luogo è popolato e che Dio gli assicura vicinanza e protezione (cfr. Gn 28, 10-22). In Gn 30, 27-29 viene narrato lo stratagemma usato da Giacobbe per accrescere il suo gregge, usando proprio rami di mandorlo, insieme ad altri.
Secondo le prescrizioni di Mosè, il mandorlo doveva decorare la manorah del Tempio; la stessa descrizione del candelabro evoca la stilizzazione dell'albero con bulbo e corolla (cfr. Es 25, 33; 37, 19-20). Nel libro dei Numeri, Dio affida il sacerdozio alla tribù il cui bastone che la rappresentava sarebbe fiorito. Solo quello di Aronne del casato di Levi produsse germogli, fiori e mandorle (17, 23). Questo bastone è ricordato anche nella descrizione del Tempio e del culto ebraico in Eb 9, 4.
Nella vocazione di Geremia, Dio offre protezione al giovane profeta che vuole fuggire attraverso il segno del mandorlo: come il mandorlo fiorito (šaqed) evoca il vigilante che annuncia la primavera così il segno che Geremia vede indica che Dio vigila (šoqed) sul suo popolo (1, 11-12).
La roccia richiama l'aiuto che Dio offre all'uomo, segno di solidità e salvezza. "Il Signore è la roccia eterna e stabile" (cfr. Is 26, 4; Dt 32, 4; Sal 31, 3). La roccia è anche il simbolo della Parola di Dio che accolta e vissuta rende solida la casa/vita (cfr. Mt 7, 24; Lc 6, 48). La Chiesa fondata e radicata con gioia in Cristo cresce e porta frutto buono.
Questo segno dice realmente chi siamo: uomini amati e scelti da Dio e su cui Egli vigila con la sua Parola affinché si realizzi; e da dove veniamo: le nostre radici, la Chiesa di Agrigento radunata intorno al suo Vescovo e in comunione con il successore di Pietro.
Consapevoli che "senza radici, senza identità, tutto è perduto", vogliamo essere uomini di speranza che sognano in grande.

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